L’amore come unica rivoluzione sociale, per una politica che non guarda alle differenze

di Roberta Ravello

Il partito attualmente con più voti potrebbe essere quello degli indifferenti, astensionisti o alienati dal dibattito politico. Del resto la politica attuale è impregnata di usa e getta dell’elettore, che può essere in questo modo un deluso dalla politica. Mi sono chiesta come cambiare le cose. Ho trovato una risposta nella filosofia politica. Viene dal femminismo di colore contemporaneo e indica l’amore come l’unica vera rivoluzione sociale ed economica. Bell Hooks, partendo dalle riflessioni dell’oppressione subita dalle donne di colore in America, si rende conto che ci sono vettori sociali che inquinano le relazioni tra i sessi e che solo prendendo in considerazione quei fattori si possono risolvere i problemi della comunità. Occorre ritrovare la voglia di amare l’alterità, al di là delle differenze individuali, per liberare le persone dalle varie forme di oppressione. L’attuale dibattito politico è permeato invece dalla ricerca ossessiva delle differenze e della parcellizzazione degli interessi, nonché da una comunicazione di odio e paura che portano solo a comportamenti di esclusione e spesso si traducono in un processo decisionale avventato.

Vota per questo per frenare l’altro. E’ assurdo. Non posso votare per un partito perché ne ho in odio un altro. Dovremmo arrivare a che i partiti selezionano tra le candidature solo persone per le quali l’amore per gli altri è lo scopo fondamentale della partecipazione politica, opposto alla ricerca di potere e affermazione personale. Ma amore per chi e per cosa? Propongo per i diritti, per i più deboli, per il lavoro, per combattere la crisi climatica ed energetica, per la parità di genere, per l’inclusione delle minoranze, per il futuro dei giovani, per la pace. Sono questi i concetti di amore collettivo e universale che vale la pena difendere.

Vediamo cosa non ho visto in questa campagna elettorale. Alcuni esempi di disamore. Le carceri incarnano un fallimento dell’amore in forma istituzionale e fanno vedere alle persone se stesse nei termini di scarti umani da tenere separati dal resto della società. Chi si è impegnato per le carceri? Come dice Hooks: “Senza giustizia non può esserci amore“. Una politica radicale dell’amore è quindi vincolata all’impegno a riparare i torti storici e altre ingiustizie esistenti che portano persone a commettere errori per i quali è previsto il carcere. Le prigioni italiane sono obsolete e con una densità eccessiva di incarcerati rispetto alla capienza ottimale. Serve una graduale eliminazione del carcere come risposta al crimine. Anche perché le nostre carceri non sono esattamente percorsi riformativi, ma spesso solo strumenti di contenzione. La de-carcerazione, specialmente per i giovani, abolire le pene a breve termine, rafforzare il trattamento efficace e la riabilitazione per le persone con gravi problemi sarebbero un tentativo di portare l’amore in primo piano che è mancato in questa campagna elettorale.

Un’altra azione politica basata sull’amore è il rafforzamento del reddito di base universale, comunque lo si voglia chiamare, in modo che chi ha di più provveda anche a chi non ha nulla. Chi pensa ai più deboli? In Italia soprattutto il terzo settore. Troppo spesso gli attivisti, impegnati con determinazione nelle cause per cui stanno combattendo, si esauriscono e affrontano stanchezza, insicurezza, problemi di salute mentale e solitudine. Una politica radicale dell’amore aiuta il terzo settore, invece vessato da riforme che aumentano la burocrazia, ma non le risorse disponibili. Chi si è impegnato per il terzo settore in queste politiche? Io ho visto prevalentemente la combinazione di un discorso ideologico angusto e di un cinismo paralizzante nei vari programmi. Per questo, non so se andrò a votare. Se voterò, sarà per persone impegnate nella vita, non in campagna elettorale, per amare il prossimo.

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